Mario De Biasi

Affinché la magia delle piccole gioie quotidiane rimanga viva per un anno intero, il Maestro Mario De Biasi l'ha catturata e affidata alla tecnologia Epson

Mario De Biasi

Le immagini quotidiane sono fotogrammi su cui spesso non ci soffermiamo. Ci sorprendiamo di fronte a un tramonto, proviamo tenerezza nei confronti di un animale in posa curiosa, commozione per la bellezza della natura. Tuttavia, l'emozione del momento svanisce presto e si dimentica. Per questo Epson ha scelto di fermare le "Immagini che contano".

"Immagini che contano", il Calendario Epson 2003, firmato da Mario De Biasi e realizzato con tecnologia Epson, si propone di conservare le piccole emozioni nel tempo, senza far svanire ricordi preziosi e immagini di storie che appartengono al nostro quotidiano, anche se talvolta non ci soffermiamo ad ammirarle.

Il Maestro Mario De Biasi ha scelto di contare i mesi dell'anno ricorrendo alle proprie immagini. Il calendario Epson-De Biasi è infatti caratterizzato dai "numeri": a ogni mese corrisponde un'immagine raffigurante un numero di soggetti pari al numero del mese stesso. In questo modo, gennaio, mese numero uno, è accompagnato da un gattino che sosta sulla strada; marzo, numero tre, è rallegrato da tre secchi di vernice colorata; novembre, numero undici, si sposa con undici guglie del Duomo di Milano... una carrellata di abbinamenti originali che solo la sensibilità di un grande fotografo poteva realizzare.

Il calendario Epson-De Biasi 2003, Immagini che Contano, esce in edizione numerata e a tiratura limitata e la particolare lavorazione artigianale ne aggiunge preziosità: su ciascun esemplare infatti sono state incollate a mano le dodici stampe originali, stampate con Epson Stylus Photo 2100 su carta fotografica semiglossy Epson.

BIOGRAFIA

Mario De Biasi è nato a Belluno nel 1923 ma è milanese di adozione.

Ha cominciato a fotografare nel 1945 con un apparecchio fotografico trovato fra le macerie di Norimberga, città dove era stato deportato un anno prima. Nel 1948 ha presentato la sua prima mostra personale. Nel 1953 è passato al professionismo entrando a far parte dello staff di “Epoca”, per la quale ha realizzato centinaia di copertine e innumerevoli reportages in ogni parte del mondo: la sua vicenda professionale si è intrecciata con quella della rivista per oltre trent’anni. Ha fatto numerose mostre in Italia e all’estero, ha tenuto diversi workshop su come fotografare la natura da vicino e sul reportage, e ha pubblicato oltre 90 libri di fotografie. “Ha fotografato rivoluzioni, uomini famosi, paesi sconosciuti. Ha fotografato vulcani in eruzione e distese bianche di neve al Polo a sessantacinque gradi sottozero. La macchina fotografica fa parte ormai della sua anatomia, come il naso e gli occhi.” ha scritto di lui Bruno Munari.

E’ stato insignito del premio “Saint-Vincent” di giornalismo, del “Premio Friuli Venezia Giulia” a Spilimbergo, del titolo di Maestro della Fotografia Italiana, massima onorificenza della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, e al festival di Arles è stato premiato con altri dodici fotografi famosi in tutto il mondo. Il 7 dicembre 2006, su proposta dell'Assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, il Comune di Milano gli conferisce la sua massima onorificenza, l'Ambrogino d'oro.

La sua foto “Gli italiani si voltano” viene esposta al museo Guggenheim di New York e utilizzata come poster della manifestazione “The Italian Metamorphosis, 1943-1968”. E’ presente in un importante libro appena uscito in inglese e tedesco dal titolo “Facce della fotografia – incontri con 50 maestri  del XX secolo”. Quando non fotografa disegna e colora.

Il Calendario 2003 si intitola “Immagini che contano” perché Epson e Mario De Biasi hanno scelto, dalla sua immensa produzione, dodici fotografie che rievocassero dodici stati d’animo ma anche i dodici numeri dei mesi dell’anno. Uno per gennaio, due per febbraio, tre per marzo, e così via.”

Piccole sensazioni, piccoli istanti di poesia, di meditazione, piccole oasi visive di quella calma di cui tutti noi abbiamo spesso bisogno.