ASTRAZENECA RAGGIUNGE CON EPSON OBIETTIVI AMBIENTALI E DI BUSINESS

CONSUMARE E INQUINARE MENO, MIGLIORANDO LE PRESTAZIONI

ASTRAZENECA RAGGIUNGE CON EPSON OBIETTIVI AMBIENTALI E DI BUSINESS

La filiale italiana della grande multinazionale farmaceutica AstraZeneca stampa ogni anno oltre 1 milione e mezzo di pagine. Si è affidata alla tecnologia inkjet Epson non solo per ridurre l’impatto ambientale, ma anche per diminuire i consumi energetici e aumentare la velocità di stampa.

ASTRAZENECA: LEADER NELLE BIOTECNOLOGIE E IN PRIMA LINEA NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE

Nata nel 1999 e con sede centrale nel Regno Unito, AstraZeneca è il risultato della fusione di due realtà farmaceutiche d’eccellenza: la svedese Astra AB e l’inglese Zeneca Group. Specializzata nella biofarmaceutica e attiva nelle aree cardiovascolare, oncologica e respiratoria, l’azienda ha tre centri di ricerca (Cambridge e Gothenburg in Europa, Gaithersburg negli USA) e conta circa 60.000 dipendenti nel mondo, di cui 650 in Italia, dove fattura 460 milioni di euro e investe 18 milioni in ricerca e sviluppo.

VOLTARE PAGINA E PASSARE ALL’INKJET: ASTRAZENECA RISOLVE CON SUCCESSO L’EQUAZIONE AMBIENTE-CONSUMI-VELOCITA’ DI STAMPA

L’ecosostenibilità ambientale è un aspetto sempre più importante per le aziende, che cominciano ad essere valutate anche per la capacità di ridurre la loro impronta ecologica. Per AstraZeneca questo è un aspetto molto importante, tanto che sta sviluppando varie iniziative per ottenere risultati sempre migliori. Così, quanto si è trattato di rinnovare il parco stampanti, composto da 27 unità laser, l’obiettivo era ambizioso: ridurre l’impatto ambientale e i consumi, mantenendo però la qualità dei documenti, la stabilità dell’infrastruttura e aumentando la velocità: tre fattori molto importanti e da tenere in grande considerazione.

Per AstraZeneca, la collaborazione con Epson sigla una nuova era del printing, una ventata di innovazione con soluzioni facili da gestire sia per l’azienda, in termini di costi, sia per i dipendenti, in termini di utilizzo.

Fabio Frezza, Business Service & Security Manager di AstraZeneca Italia, riferisce: “In un’azienda grande come la nostra abbiamo sempre avuto la necessità di stampare una elevata quantità di documenti e, come la maggior parte delle multinazionali, avevamo un’infrastruttura basata al 100% su macchine laser. Quando abbiamo deciso di rinnovare il nostro parco stampanti, abbiamo coinvolto i maggiori produttori, chiedendo loro di proporre soluzioni in grado di risolvere la nostra equazione.”

Le direzioni acquisti e sistemi informativi hanno lavorato a stretto contatto per raccogliere da tutti i team aziendali i nuovi requisiti per sviluppare il capitolato da proporre ai fornitori che, oltre all’efficienza dei costi sul consumo e al costo per pagina, conteneva anche aspetti legati alla facilità d’uso, all’impatto ambientale e al consumo energetico. Grande è stata la sorpresa nel ricevere, in mezzo a preventivi basati su tecnologia laser, la proposta Epson composta esclusivamente da unità a getto di inchiostro.

LA STRAORDINARIA EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA INKJET EPSON VINCE LO SCETTICISMO

“Lo scetticismo verso l’inkjet – spiega Frezza - era dovuto al ricordo dei prodotti di molti anni fa, quando le prestazioni erano limitate e la qualità inferiore a quella da noi richiesta. I nostri dubbi sono stati spazzati via quando abbiamo svolto varie prove e misurazioni che ci hanno permesso di effettuare un’attenta valutazione sull’efficienza, sul consumo energetico e sull’impatto ambientale delle stampanti Epson. I vantaggi emersi erano così evidenti e di gran lunga superiori rispetto al laser da non lasciarci alternative.”

Alcuni mesi dopo l’introduzione del nuovo parco stampanti il bilancio conferma che la tecnologia a getto d’inchiostro ha portato un miglioramento nella gestione dei processi di stampa, consentendo all’azienda di ridurre i rifiuti prodotti, il consumo elettrico e gli interventi da parte dei dipendenti, che non hanno trovato difficoltà ad utilizzare i nuovi sistemi.

“Questi non sono però i soli vantaggi – spiega Frezza – perché abbiamo immediatamente riscontrato una miglior qualità di stampa, ma soprattutto una velocità media più che doppia in confronto a quella fornita dalla precedente infrastruttura. Oltre che dimezzare il tempo di attesa, le WorkForce Epson ci hanno anche permesso di rivedere i flussi di lavoro, razionalizzando il numero dei dispositivi di classe Enterprise collocati in azienda.”

Questo approccio ha permesso all’azienda di risparmiare senza dubbio sui costi energetici, ma anche di recuperare nuovi spazi fisici che sono stati destinati successivamente a sale meeting e phone booth. Un aspetto che inizialmente non era stato preso in considerazione, ma che strada facendo ha dato ulteriore valore alla soluzione scelta.

MONITORAGGIO CONTINUO DEI VOLUMI DI STAMPA GRAZIE AL SOFTWARE YSOFT SAFEQ PER VALUTARE IMPATTO SU CONSUMI (E AMBIENTE)

Stampare grandi volumi di documenti incide sia sui costi sia sull’ambiente e a tal proposito Frezza dichiara: “E’ importante monitorare come e quanto si stampa, perché ci consente di valutare quanto le nostre azioni impattano sull’ambiente e, di conseguenza, possiamo adottare un comportamento responsabile per ridurne gli effetti”. Con l’utilizzo di YSoft SafeQ, il sistema di gestione remota che monitora i consumi e il processo di stampa, la direzione sistemi informativi può valutare in tempo reale e da remoto tutti i volumi dei documenti prodotti e intervenire tempestivamente per risolvere eventuali problemi e disagi, eliminando in pratica i fermi macchina.

YSoft SafeQ ha permesso di stabilire le policy di stampa e di sensibilizzare i dipendenti sulla riduzione dei consumi, portando all’azienda anche altri benefici sulle misurazioni e sulle rendicontazioni, grazie a report preformattati che contengono le informazioni sul volume e tipo di stampe effettuate dal singolo dipendente e, in aggregato, dall’intera funzione o divisione. Questi dati sono utilizzati per pagare il fornitore del servizio di stampa in base agli effettivi consumi e per rifatturare all’interno le stampe sul centro di costo di ciascuna divisione. Tutto ciò ha portato all’ottimizzazione dei costi amministrativi legati alla gestione del parco stampanti e dei processi di supporto: il service desk riceve automaticamente le segnalazioni di inceppamenti e carta o inchiostro in esaurimento e interviene evitando che i dipendenti trovino la stampante ferma. Oppure, in caso di problemi di maggiore entità, può coinvolgere il fornitore per un intervento immediato. La riduzione negli sprechi e nei consumi, insieme all’aumento della consapevolezza nei dipendenti sono altri positivi risultati ottenuti.

INVESTIRE IN SOSTENIBILITÀ: LA SCELTA DI ASTRAZENECA

“Investire sulla sostenibilità – sottolinea Frezza – porta benefici in termini economici e incide sulla brand reputation, fattori importanti per AstraZeneca.”

Con Epson AstraZeneca ha potuto conciliare l’esigenza di avere macchine efficienti e - allo stesso tempo – di perseguire il proprio impegno nel rendere minimo l’impatto ambientale delle proprie attività. Per stampare oltre 1,5 milioni di copie all’anno (di cui poco più di 1 milione in bianco e nero), AstraZeneca, infatti, grazie ad Epson ha potuto sostituire le 27 laser presenti con solo 18 WorkForce: 11 WF-M5690DWF monocromatiche e 7 Enterprise WF-C20590D4TWF a colori, che hanno una velocità 4 volte superiore alle vecchie laser.

I vantaggi riguardano anche la semplicità di utilizzo e l’elevata autonomia delle WorkForce. L’interfaccia semplice e il pannello LCD intuitivo consentono ai dipendenti di impostare con disinvoltura le funzioni di stampa, mentre le sacche di inchiostro permettono di produrre decine di migliaia di pagine prima di essere sostituite, abbattendo enormemente la frequenza di sostituzione dei consumabili ed eliminando la necessità di avere un magazzino.