Piantare alberi per combattere il riscaldamento globale

Incontriamo Paolo Viganò, Carbon Manager e CSR Manager di Rete Clima, per parlare dell'importanza della forestazione per combattere le emissioni di CO2

Piantare alberi per combattere il riscaldamento globale

Il riscaldamento globale è la più grande emergenza che l’uomo si sia mai trovato a fronteggiare. Come spiegatoci dal climatologo Vincenzo Ferrara per stabilizzare i livelli di anidride carbonica in atmosfera è necessario da un lato ridurre le emissioni, dall’altro assorbire la CO2 copiando i meccanismi già collaudati dalla natura, ovvero sfruttando quella grande tecnologia che sono gli alberi attraverso la forestazione. Per approfondire cosa si debba e possa fare, iniziando dal Belpaese e dalle nostre città, abbiamo intervistato Paolo Viganò Carbon Manager e CSR Manager di Rete Clima, Ente non profit.

Cosa vuol dire neutralizzare la CO2 con le forestazioni?

Partiamo dallo spiegare il termine “forestazione”: semplificando al massimo, per forestazione si può intendere lo sviluppo e la tutela del patrimonio forestale. Forestazione può essere qualificata come un’azione di “aiuto” alla natura nel creare e gestire aree verdi, che possono essere più o meno lontane dal contesto abitato.

Specifichiamo però che l’Italia è una nazione forestale ma non lo sappiamo. Circa il 40% della superficie nazionale è coperta da foreste, con un aumento della superficie forestale in particolar modo  a causa della progressiva diminuzione della superficie destinata all’uso agricolo, dell’abbandono delle zone montane e dello spopolamento delle aree interne.

Alberi e piante si “nutrono” di acqua, energia solare e anidride carbonica (CO2): attraverso la fotosintesi l’albero sottrae CO2 dall’atmosfera, stoccandola nella propria biomassa. Lo stesso storico Protocollo di Kyoto aveva espressamente previsto l'assorbimento forestale quale attività di mitigazione climatica, complementare ed integrativa alla riduzione delle emissioni di gas serra "alla fonte": attraverso la nuova forestazione e la gestione forestale (delle foreste esistenti) è possibile infatti accrescere lo stock di carbonio immobilizzato nella biomassa vegetale, che sottrae CO2 al comparto atmosferico dove invece esplicherebbe la sua azione climalterante.

Quindi l’aumento delle foreste è un bene...

Sì, ma sono fondamentali alcune specifiche. La colonizzazione naturale che avviene per abbandono andrebbe governata altrimenti possono affermarsi formazioni forestali di bassa qualità, di scarso valore ecosistemico e di scarso valore d’uso.

Inoltre le aree verdi e gli alberi spesso mancano laddove ce n'è più bisogno: sto parlando delle città che sono luoghi energivori, con alta concentrazione di persone ma anche di inquinanti, dove gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno già più sentire anche a causa dell’effetto “isola di calore”.

Quali sono i benefici che una forestazione può comportare?

Se ci esprimessimo solo utilizzando il PIL come parametro rimarremmo strabiliati (in negativo). Parliamo del 40% della superficie della Penisola che in termini di PIL vale circa solo l’1%. Questo risultato è legato al fatto che il PIL stesso non riesce a contabilizzare le tante enormi esternalità positive legate al mondo forestale, che sono tanto maggiori quanto più la forestazione viene ben governata. Lo stoccaggio di CO2 attraverso cui gli alberi catturano le emissioni è una fondamentale strategia per il contrasto dei cambiamenti climatici. Poi non si deve trascurare la funzione di riduzione e contenimento del dissesto idrogeologico, la tutela della biodiversità. Inoltre ogni volta che si procedere a una forestazione nelle città i vantaggi si moltiplicano: oltre alla funzione di stoccaggio di carbonio si generano aree ricreative e sociali, si mitigano le isole di calore, si migliora il microclima locale, si vanno a riassorbire inquinanti (pensiamo a quanto sia importante anche per la salute) proprio lì dove ce n'è più bisogno.

Abbiamo detto che il PIL non può essere un buon indicatore per stimare il valore delle forestazioni... Come si possono calcolare?

Esistono diverse metodologie per quantificare in termini economici i vantaggi degli alberi. Ovviamente i risultati variano in base a una serie di parametri ed esternalità positive considerate. Quel che è certo è che piantare gli alberi in ogni caso è un investimento che conviene. Non perché produca direttamente denaro ma perché tra risparmi e benefici concreti si calcola che, a fronte di un euro investito in forestazione, il beneficio che ritorna alla collettività vale diverse volte tanto.

Come Rete Clima voi vi occupate di questo in prima linea...

Sì, operiamo per esempio nelle aree verdi di una grande città come Milano, dove c’è bisogno di portare verde e natura. In questi pochi anni in cui abbiamo avviato il lavoro di forestazione urbana in Milano, abbiamo contribuito a piantare (e manutenere) migliaia di alberi, regalando naturalità alla città. Si tratta di progetti di collaborazione che partono dalla sinergia di enti no profit e aziende con l’obiettivo di riqualificare il territorio, neutralizzare le emissioni di gas serra, realizzare progetti orientati alla valorizzazione della Corporate Social Responsibility ed al coinvolgimento dei propri dipendenti. Ad esempio proprio con Epson nel 2017 abbiamo realizzato una azione forestale che ha coinvolto l’intera azienda, con tutti i suoi dipendenti, dando così ulteriore attuazione al motto di sostenibilità aziendale #begreen: sempre Epson in questi anni si è molto adoperata per la promozione della forestazione urbana nazionale, cogliendo l’occasione di diverse proprie attività di comunicazione e di CSR per piantare alberi.

Insomma, “ogni scusa è buona per piantare un albero”, e questo Epson l’ha capito bene.

Sappiamo che in Italia vi è spesso un problema di specie “aliene” che possono mettere a rischio la biodiversità locale. Come vengono scelti gli alberi delle forestazioni che seguite voi?

Tutte le specie utilizzate sono autoctone, impiegate per la realizzazione delle formazioni forestali tipiche delle aree dove viene realizzato l’intervento forestale.

La giusta individuazione delle piante si accompagna però alla corretta scelta delle modalità di impianto, all’attuazione delle corrette pratiche manutentive lungo la vita dell’impianto forestale stesso.

Insomma, realizzare un bosco in città è una operazione che accoppia tecnica, competenza e passione per la natura, a favore di una maggiore qualità delle vita urbana.

Articolo a cura di Letizia Palmisano giornalista ambientale e di Rete Clima