Per avere città sostenibili e a misura di umani… servono aree verdi

Il dialogo tra ambiente naturale e umano all'interno della città è proprio il soggetto del Calendario Epson 2020 firmato da Tancredi Mangano “Eden in Urbe”, dove il paradiso perduto è il protagonista

Per avere città sostenibili e a misura di umani… servono aree verdi

20 anni di Calendari Epson, 20 anni di omaggio alla fotografia italiana tramite i suoi interpreti che Epson celebra anno dopo anno attraverso le fotografie stampate con la propria tecnologia per trasformarle in oggetti da collezione.

A firmare il Calendario 2020 è Tancredi Mangano che con Eden in Urbe racconta la natura che prende il suo spazio nella città, sino a rendere invisibile la città stessa. La vegetazione, rappresentata nella sua dimensione quasi selvaggia, diventa la protagonista in un contesto urbano in cui gli edifici appaiono come intrusi. Gli alberi si prendono la scena e ritorna il colore con la delicatezza cromatica di una stampa giapponese; le costruzioni e i palazzi invece appaiono sullo sfondo, anonimi ed estranei, spesso solo intuibili.

Vivere in città, che male c’è? In effetti proprio nulla e molto probabilmente una gran parte dei lettori (e degli scriventi!) vive in contesti urbani. Ma non è sempre stato così, anzi, per la storia dell’umanità è quasi una novità recente. A partire dagli anni ’50 del secolo scorso si è assistito ad un inesorabile processo di spopolamento delle zone rurali verso le città. All’epoca, come riporta il report Urban Nature 2019 del WWF, la popolazione urbana mondiale era costituita da 746 milioni di persone, un numero che non solo è cresciuto velocemente, fino ad arrivare ai quasi 4 miliardi del 2014, ma che si stima aumenterà ulteriormente di oltre 2,5 miliardi nel 2050 a fronte di una popolazione complessiva mondiale che dovrebbe raggiungere i 9,7 miliardi. In pratica, i due terzi degli umani saranno…cittadini.

Nelle città gli effetti dei cambiamenti climatici sono più forti

Chi vive nelle città sa come vi siano delle vere e proprie “sfide quotidiane” da affrontare, sia in termini di vivibilità che di qualità della vita e salute: inquinamento dell’aria, traffico, elevati livelli di rumore per non pensare poi al degrado in cui spesso versa lo spazio edificato e alle varie emergenze rifiuti che caratterizzano alcuni centri. Anche se già tutto questo potrebbe bastare a far capire la complessità della situazione (a chi non la vivesse), è fondamentale ricordare come asfalto e cemento aumentino la “febbre” delle città, creando le cosiddette isole di calore che “raddoppiano” gli effetti negativi del climate change, facendo salire ulteriormente la temperatura urbana. È evidente come sia necessaria una cura, per far scendere il termometro. È quindi in questi luoghi che bisogna iniziare a piantare i semi di un nuovo futuro sostenibile, perché, in questo quadro che potremmo definire desolante, un rimedio c’è, quale? La natura.

L’importanza di aree verdi nelle città

State pensando a quali medicine somministrare alle città malate? La risposta spesso potrebbe essere molto più “semplice” di quanto si pensi, a partire dalla rivalutazione dell’importanza della natura all’interno dei piani urbanistici delle città, oggi finalmente diventata strategica. Aree verdi all’interno dei centri abitati sono infatti essenziali per il bene dei cittadini perché oltre a migliorare la qualità dell’ambiente in cui si vive, la diffusione di verde pubblico è un ottimo strumento per mitigare gli effetti del riscaldamento globale, ma da dove iniziare?

Alberi, la grande tecnologia a servizio delle persone

Dagli alberi, una “tecnologia” che esiste da sempre ma che ancora oggi si mostra come la miglior soluzione alle nostre oramai grigie città.

Questi innanzitutto, sono tra i più grandi e fidati alleati nel contrasto alla crisi climatica in atto. Come ben sappiamo, le emissioni climalteranti prodotte dall’uomo ed immesse in atmosfera continuano ad accumularsi. “Antagonisti” naturali della CO2 e delle emissioni sono proprio loro: alberi e piante, che attraverso la fotosintesi sottraggono CO2 dall’atmosfera, stoccandola nella propria biomassa, evitando in questo modo che la stessa realizzi la sua funzione climalterante.

Anche il clima cittadino trarrà beneficio dalla presenza di viali alberati e parchi. Vi siete mai resi conto che là dove ci sono alberi la temperatura è più mite? E poi diciamo la verità la presenza di zone d’ombra nelle strade cittadine diventa, soprattutto nei periodi estivi, fondamentale.

Verde è sinonimo anche di socialità, là dove spesso si trova degrado e incuria grazie a progetti di forestazione si sviluppano, aree ricreative e aggregative che consentono all’individualismo umano di trasformarsi in collettività con indiscutibili benefici per la qualità della vita.

Infine, vi è un ultimo aspetto che spesso non viene considerato.

Verde urbano fonte di ricchezza

Se infatti già tutti questi buoni motivi non bastassero, ve ne sveliamo un altro prettamente economico. Come si legge nello studio “La gestione della natura negli ambienti urbani” del MATTM la presenza di vegetazione attrae i turisti, le case con affacci sul verde si vendono ad un prezzo più elevato e se ciò non fosse sufficiente la manutenzione di parchi, prati, alberi crea posti di lavoro. È quindi evidente l’importanza che ha, nelle città, una pianificazione e gestione attenta della natura.

Città più verdi sono possibili

Di tutti questi benefici ne è ad esempio consapevole Londra che nel luglio 2019 si è proclamata prima National Park City (NPC) al mondo ospitando 9 milioni di alberi (oltre a 15.000 specie di animali e piante selvatiche) oppure, facendo un salto oltre oceano in Colombia, la città di Medellin la cui amministrazione comunale ha messo in opera un progetto di “corridoi verdi” grazie ai quali si è riusciti ad abbassare la temperatura urbana. E in Italia?

Un esempio importante è costituito da Milano, una città che ospita oltre 1 milione e 300 mila persone (dati Istat). Qui è in corso un ampio progetto di forestazione che sta riguardando Parco Nord Milano, svolto in collaborazione con Rete Clima. In questi anni sono state messe a dimora migliaia di alberi con finalità di diffusione della naturalità all’interno della città, generazione di servizi ecosistemici sul territorio oltre che di assorbimento e stoccaggio della CO2 legata alle attività umane. La realizzazione di questo bosco urbano è stata possibile anche grazie all’impegno di società come Epson la quale, grazie all’adesione al progetto CO2web®​ di Rete Clima® e grazie al calcolo e compensazione delle emissioni di gas serra di prodotti ed eventi, ha contribuito al verde di quest’area quale strumento di aumento della sostenibilità dell’Azienda e delle sue attività.

Un’importante opportunità per la città per dare nuova linfa vitale al territorio e allo stesso tempo contrastare la crisi climatica.

Articolo a cura di Letizia Palmisano giornalista ambientale e di Rete Clima