Epson presenta Indexing Report, il nuovo report sull’indice di sostenibilità

Nonostante il crescente interesse di clienti e dipendenti, nel 2020 solo un quarto delle aziende ha indicato la sostenibilità e il sociale come una delle prime tre priorità. Si registra tuttavia una nuova consapevolezza da parte delle imprese rispett

Epson presenta Indexing Report,  il nuovo report sull’indice di sostenibilità

Cinisello Balsamo, 23 marzo 2021 – Epson presenta un Indexing Report che analizza il cambio di priorità e l’evolversi delle aspettative in materia di sostenibilità e considerazioni sociali nel periodo pre Covid e Covid. Il documento inoltre prende in esame i cambiamenti demografici e regionali e cerca di identificare non solo le azioni delle aziende, ma anche le opportunità e le sfide derivanti dalle aspettative dei loro clienti e dipendenti. Nello specifico, include i risultati della ricerca condotta nei mesi estivi della pandemia su oltre 4.000 intervistati in Europa e Medio Oriente, riguardo alle loro azioni e ai loro atteggiamenti nei confronti della sostenibilità1. A questo ha fatto seguito una serie di dibattiti organizzati nell’ultimo trimestre del 2020 per analizzare i risultati di tali ricerche.

“Per Epson – ha dichiarato Darren Phelps, vicepresidente di Epson Europa – la sostenibilità è da tempo un pilastro fondamentale nella progettazione e nella realizzazione dei prodotti, ma anche nei comportamenti e nelle attività aziendali che vengono svolte. Non crediamo di essere gli unici a ricercare un approccio più sostenibile al business, ma la pandemia ha cambiato molte priorità. L’obiettivo è imparare e aggiornarci, insieme ai nostri partner e clienti, per individuare dove la tecnologia può allinearsi e sostenere i programmi per un futuro più sostenibile, anche dal punto di vista economico. In questo report condividiamo le informazioni raccolte sulle azioni in corso e quelle pianificate in linea con le aspettative degli stakeholder che possono avere un impatto sul successo aziendale”.

Punti chiave da ricordare:

  • Durante l’emergenza Covid, meno di un quarto delle aziende europee e mediorientali ha incluso i problemi di sostenibilità e sociali fra le tre priorità principali: si tratta di una decisione controcorrente rispetto al parere del 71% delle persone intervistate (clienti e dipendenti), che considera le questioni ambientali e sociali di grande importanza. L’83% afferma che le credenziali ambientali e sociali dei prodotti e servizi da essi acquistati sono importanti.
  • I dipendenti che lavorano sia in ufficio sia da casa hanno affermato che le caratteristiche ambientali devono svolgere un ruolo chiave nei prodotti forniti per il loro utilizzo (il 70% dichiara che le tecnologie di lavoro in ambito domestico devono essere di lunga durata, efficienti dal punto di vista energetico o in grado di ridurre gli sprechi). Inoltre, secondo l’81% dei dipendenti è importante che il datore di lavoro sostenga le questioni sociali e ambientali.
  • Quando si valutano azioni che possono avere riflessi positivi per l’ambiente in futuro, i responsabili IT guidano le scelte. Ciò senza dubbio sosterrà le aziende che vogliono dare maggiore priorità a questi problemi nel periodo post Covid e che cercano di allinearsi meglio alle aspettative degli stakeholder, siano essi clienti o dipendenti.
  • Rispetto alle nazioni meno sostenibili, i dipendenti nei Paesi maggiormente impegnati sul fronte della sostenibilità tendono ad attribuire un elevato valore al proprio impatto ambientale e sociale: in questa classifica Italia e Germania sono in testa con il 33%, seguite da Francia e Paesi Bassi con il 31% e Spagna con il 30%.

L’importanza della sostenibilità - ora e dopo il Covid:

  • La pandemia ha costretto le aziende a ridefinire le priorità e, purtroppo, la sostenibilità e i problemi sociali sono stati apparentemente messi da parte, tanto che per il 76% delle aziende non rientrano nelle loro tre priorità principali. La nota positiva è che si prevede un aumento dell’attenzione a questi temi una volta terminata la crisi: per il 65% delle aziende questi problemi diventeranno infatti più importanti nel periodo post-Covid.
  • Quando si tratta di tecnologie per l’ufficio, sostenibilità ed efficienza economica possono andare di pari passo. Tuttavia, queste soluzioni sono spesso trascurate a favore di macro tendenze quali turbine eoliche e pannelli solari, che spingono molti a pensare che la sostenibilità sia inaccessibile e costosa.
  • I responsabili delle decisioni IT sono i probabili fautori della sostenibilità e guidano la pianificazione futura: secondo il 79% di essi l’importanza delle questioni ambientali e sociali crescerà nel post-Covid. Il motivo può essere una maggiore conoscenza e comprensione in merito alle semplici soluzioni tecnologiche a loro disposizione, oltre alla migliore condizione in cui si trovano per implementarle e monitorarne l’impatto.

 

“Sappiamo già – afferma Flavio Attramini, Head of Business Sales di Epson Italia – che la tecnologia inkjet offre enormi vantaggi ambientali rispetto alle stampanti laser e da molti anni caldeggiamo questo passaggio. Se tutte le stampanti laser europee fossero sostituite con unità Epson dotate della tecnologia inkjet a freddo, potremmo risparmiare una quantità di energia sufficiente per ridurre le emissioni di CO2 di 410 milioni di Kg e tagliare i costi energetici di 152 milioni di euro ogni anno2”.

I calcoli comparativi sono disponibili qui: https://www.epson.eu/neop-footnotes

Le opportunità offerte da un approccio sostenibile:

Esistono anche benefici meno tangibili per le aziende che continuano a impegnarsi per le questioni ambientali e sociali: l’82% dei responsabili decisionali e il 78% dei responsabili non decisionali, infatti, ritiene che queste iniziative possano avere un impatto significativo sulle prestazioni aziendali. Il 78% crede lo abbia nella percezione del marchio, il 40% nella fedeltà dei dipendenti e il 38% nella produttività della forza lavoro; inoltre, l’86% dei dipendenti che si concentra sulle questioni ambientali e sociali prevede un aumento dei profitti aziendali nel prossimo anno/quinquennio.

In qualità di consumatori o clienti, l’83% degli intervistati afferma che le credenziali ambientali e sociali dei prodotti e servizi acquistati personalmente sono importanti. Dal punto di vista dei dipendenti, questi aspetti sono importanti per l’81% di essi, e vogliono vederli sostenuti dal proprio datore di lavoro.

Un fattore decisivo in materia di pianificazione futura della forza lavoro:

I dipendenti vogliono che le attrezzature (a casa e in ufficio) siano più considerate, indipendentemente dalla loro età e si aspettano un impegno a favore della sostenibilità: per il 70% è essenziale che i prodotti siano costruiti per durare, efficienti dal punto di vista energetico e/o in grado di ridurre gli sprechi.

E se la differenza generazionale è evidente, con oltre il 76% dei soggetti di età inferiore ai 22 anni e il 71% dei soggetti di età compresa tra i 23 e i 37 anni che prevedono un’importanza sempre maggiore dei problemi sociali e ambientali nel periodo post-Covid, rispetto al 55% dei soggetti dai 63 anni in su, sono i più anziani a guidare la domanda di efficienza energetica, longevità e riduzione dei rifiuti in relazione ai prodotti.

Scopri di più e accedi all’Index Report: https://www.epson.it/eco-values

Scopri di più sull’impegno di Epson a favore della sostenibilità: https://www.epson.it/greenreport

1 Ricerca condotta per conto di Epson da B2B International, giugno 2020
2 In base ai calcoli di Epson. Metodologia verificata da TÜV Rheinland, sulla base di “consumi energetici tipici”, definiti secondo e/o simulati con riferimento alle procedure di test Energy Star e presentati in kWh all’anno. Modelli identificati utilizzando l’HCP Tracker Q2 2019 di IDC (dati dal primo trimestre 2015 al quarto trimestre 2018) e la base installata 2018 nelle aziende di 22 paesi europei, secondo quanto indicato da IDC (Installed Base by Vertical, Q2 2019).