Efficienza energetica & economia circolare: convengono al portafogli e al Pianeta

La quindicesima edizione di “M’illumino di meno”, la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

Efficienza energetica & economia circolare: convengono al portafogli e al Pianeta

Correva l’anno 2005: George W. Bush era presidente degli USA, nasceva Youtube, Million Dollar Baby vinceva il Premio Oscar quale miglior film e le nostre case erano illuminate, per la gran parte, da lampadine ad incandescenza. Alla radio una trasmissione, Caterpillar di Rai Radio2, invitava i propri ascoltatori ad un’iniziativa simbolica per manifestare la nostra sensibilità in materia di sostenibilità ambientale e cioè spegnere le luci non indispensabili: è cosi che nasceva “M’illumino di meno” giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

Giunta, quest’anno, alla quindicesima edizione, M’illumino di meno 2019 sarà dedicata all’economia circolare (su cui abbiamo scritto un approfondimento proprio pochi mesi fa) ovverosia a quel sistema di produzione che si auto-rigenera anche e soprattutto grazie all’impiego di materie prime seconde.

Per entrare in questa spirale virtuosa non è necessario essere titolari di imprese o di attività commerciali: la nostra partecipazione a questa rivoluzione green può partire dalle mura della nostra casa. Volete fare la vostra parte ma non sapete da dove iniziare? Vi diamo noi 8 consigli e attendiamo i vostri nei commenti social al post.

1. Facciamo luce sull’efficienza energetica

Innanzitutto partiamo da un dato di fatto: come affermano gli esperti dell’ENEA, l’illuminazione rappresenta una delle principali voci di consumo e, quindi, va usata con moderazione e ragionevolezza. Innanzitutto, quando è possibile, facciamoci regalare la luce dal più grande (ed economico) fornitore: il sole. Pertanto bando a tende e tapparelle, ma, anzi, disponiamo i mobili della nostra casa per poter usufruire al meglio della luce solare anche grazie all’uso di specchi e di superfici chiare.

2. Scegli la lampadina giusta

Quando, invece, non è possibile beneficiare della luce solare e bisogna ricorrere a quella artificiale, è opportuno sostituire le vecchie (ed energivore) lampadine con i più moderni (e risparmiosi) led! A questo proposito va, infatti, considerato che una lampadina ad incandescenza (se ancora ne avete!) da 40 watt è sostituibile con una a Led A + da 5.9 watt sulla cui confezione troveremo indicato 570 lumen.

Già sentiamo le perplessità di alcuni di voi: “Si, ma i led hanno la luce fredda...”. Questo non è vero!  Se, certamente, tutte le lampadine ad incandescenza erano a luce calda, per i led dobbiamo imparare a leggere i Kelvin! “La luce viene definita, infatti, “calda” quando la temperatura di colore si avvicina a quella delle lampadine ad incandescenza (inferiore ai 3.500K), “neutra” (da 3.500 a 5.000K) o “fredda” (superiore ai 5.000K)”, spiegano dall’Enea.

3. Fresco d’estate

Nelle case degli italiani i climatizzatori hanno iniziato a diventare un oggetto di uso comune solo a partire dagli anni ’90. Se è certamente vero che le temperature, negli anni, si sono innalzate a causa dei cambiamenti climatici (e le isole di calore in città peggiorano la situazione), allo stesso tempo, è pur vero che, prima dell’arrivo dei condizionatori, gli italiani riuscivano a sopravvivere comunque alla calura estiva. Come era (ed è) possibile?

Innanzitutto, durante le ore di maggior irradiazione, è opportuno schermare gli ambienti domestici dal sole ricorrendo a tende e tapparelle. Bisogna poi garantire un buono scontro d’aria (specie nelle ore fresche per far uscire caldo ed umidità) o, al contrario, chiudere gli ambienti quando dentro la temperatura interna è più bassa rispetto a quella esterna. Avete mai provato ad affrontare il caldo con un ventilatore? Spesso può bastare ed i consumi sono sensibilmente più bassi.

Se, proprio, volete dotare la vostra casa di un climatizzatore, scegliete un esemplare efficiente, confrontandone i consumi energetici grazie alle etichette. Installatelo in alto e in spazi lontani da pareti o mobili (mai nei corridoi!) perché l’aria fredda tende a scendere mentre quella calda a salire. Una volta installati evitate l’effetto “Siberia” quando sono in funzione: provate innanzitutto ad utilizzare solo la funzione deumidificatore o ventilatore e, se questo non basta a darvi sollievo, abbassate la temperatura solamente di un paio di gradi.

4. Caldo d’inverno, consigli a costo zero

Quando, invece, dovete affrontare il rigore del freddo fate molta attenzione: oltre la metà del budget economico destinato ai consumi energetici di una abitazione media è, infatti, destinato ai consumi per il riscaldamento. È quindi fondamentale seguire questi consigli a “costo zero” per aumentare il comfort termico.

Non schermate i caloriferi: niente “copritermosifoni” (ormai sono anche fuori moda!) e non usateli come appendiabiti. Quando sarà necessario arieggiare basterà aprire le finestre per pochi minuti e quindi richiudere il tutto velocemente per evitare di far scappare il calore fuori.

Proteggiamo la casa dal freddo: quando l’apporto dei raggi solari svanisce, chiudiamo bene tapparelle e tende per evitare spifferi.

Attenzione poi al termostato: non siamo ai Caraibi e la temperatura massima non deve superare i 19/20 gradi. Se poi doveste sentire ancora freddo un maglione o un plaid vi assicurerà il necessario tepore.

5. Riscaldamento... interventi che valgono la spesa

I primi interventi tecnici che si possono fare e che, economicamente, vengono recuperati in breve termine sono l’installazione, tra parete e termosifone, di un pannello riflettente: questo semplice espediente vi consentirà di ridurre in modo semplice ed economico la dispersione di calore. Se non l’avete ancora fatto, installate valvole termostatiche (anche negli impianti autonomi) in modo tale da termoregolare la temperatura dei singoli ambienti e destinare quindi il calore solo alle stanze effettivamente vissute.

Quanti anni ha la caldaia? Quando il tecnico viene ad effettuare i controlli di rito, fatevi fare un preventivo per sostituirla ricordandovi che sono ancora riconosciuti gli incentivi statati che vi permetteranno di recuperare dal 50 al 65 % dell’investimento (per non parlare del risparmio garantito!).

6. Etichetta energetica migliore amica degli elettrodomestici

Se dovete acquistare o cambiare un elettrodomestico, per prima cosa, valutate attentamente le dimensioni: se siete single o comunque fate un solo pranzo quotidiano a casa non ha senso acquistare un frigo gigante. Quando avete individuato il modello giusto, comparate sempre l’etichetta energetica: spendendo poche decine di euro in più porterete a casa un elettrodomestico che vi assicurerà grossi risparmi in tempi brevi! Anche il Pianeta ringrazierà.

7. Apparecchi elettronici, saperli scegliere ed usare

Stampanti, televisori, aspirapolveri: anche per questi elettrodomestici è importante scegliere il modello giusto (confrontate sempre i consumi!), e ovviamente utilizzarli correttamente. Spesso, infatti, si tratta di apparecchi che utilizziamo per pochi minuti/ore e neanche tutti i giorni. Allora evitate di tenerli costantemente in stand-by! Se proprio facciamo fatica a ricordarci di spegnerli facciamo ricorso a prese temporizzate, telecomandi a distanza o sistemi di spegnimento centralizzati.

8. Rifacciamo il look all’appartamento (dentro e fuori)

Quando decidete di ristrutturare casa fate attenzione alle finestre: dotatevi di esemplari a doppio o (addirittura) triplo vetro e valutate se sia opportuno coibentare l’appartamento. Oltre a questi interventi interni, è possibile - se si è proprietari unici dell’immobile o se c’è l’accordo del condominio - intervenire anche all’esterno. Pensate che l’ecobonus (ovvero gli incentivi fiscali detraibili in 10 anni) è del 70% se l’intervento riguarda l’involucro (il cappotto) dell’edificio e addirittura del 75% se la certificazione prova il miglioramento della prestazione energetica sia invernale che estiva.

E ora vi lasciamo con una curiosità...

Quando nasce la giornata mondiale per il risparmio energetico? Quel che forse pochi sanno è che il World Energy Conservation Day è nato in India nel lontano 1991. Da lì si diffuse in altri Paesi fino ad approdare nel Belpaese nel 2005 grazie alla trasmissione di Radio2 Caterpillar che, come data, scelse il 16 febbraio ovvero l’anniversario del protocollo di Kyoto.

Articolo a cura di Letizia Palmisano e di Rete Clima