Un milione di specie vegetali e animali a rischio estinzione di massa.

Cos'è la biodiversità e quali potrebbero essere le conseguenze della sua progressiva perdita sulla nostra stessa esistenza.

Un milione di specie vegetali e animali a rischio estinzione di massa.

Il 22 maggio si celebra la giornata mondiale della biodiversità, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per ricordare l'adozione della “Convenzione sulla Diversità Biologica” avvenuta il 22 maggio 1992 a Nairobi. Questa giornata è un’occasione per celebrare il grande patrimonio che essa rappresenta e ricordarci quanto sia necessario tutelarla anche a difesa della nostra stessa esistenza. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un vero e proprio rischio: l’estinzione di massa di un milione tra specie vegetali ed animali.

Per onorare al meglio questa data e l’impegno nella tutela delle specie ci siamo posti l’obiettivo di fare un po’ di chiarezza e spiegare cosa significhi biodiversità e quali potrebbero essere conseguenze che la sua progressiva perdita possono generare sulla nostra stessa esistenza.

Biodiversità questa “sconosciuta”

Si ritiene che, ad oggi, il tasso di perdita di specie sia circa mille volte più veloce rispetto al passato e che quindi –ricorda il WWF - la biodiversità diminuisca più velocemente del tasso naturale di estinzione. Ma quali sono le cause principali di questo disastro?

Sempre secondo i dati dell’associazione ambientalista le cause principali sono identificabili nel consumo di suolo e nella frammentazione degli habitat, nell’aumento demografico, nell’introduzione di specie invasive, nel prelievo diretto, nei cambiamenti climatici, nell’inquinamento e nel disboscamento. Basti pensare che, solo nel 2016, il nostro Pianeta avrebbe perso quasi 30 milioni di ettari di copertura arborea e che nel mondo esistono almeno 7 mila specie minacciate dai bracconieri e dal commercio illegale. Solo in Italia, secondo i dati contenuti nell'annuario 2017dell'Ispra, il 31% degli animali vertebrati e la metà delle specie vegetali è a rischio di estinzione.

L’uomo, quindi, come si può facilmente intuire, svolge un ruolo primario in questa razzia. Questo deterioramento senza precedenti ha oggi un’ulteriore conferma nel rapporto dell’IPBES (Intergovernamental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’ONU) dove chiaramente viene sottolineato che le azioni dell’uomo hanno alterato in modo significativo la natura in tutto il mondo.

Quanto è cambiato il Pianeta per mano dell’uomo?

I dati sono veramente sconfortanti. Tre quarti dell'ambiente terrestre e circa il 66% dell'ambiente marino sono stati modificati in modo significativo. Più di un terzo della superficie del mondo e quasi il 75% delle riserve di acqua dolce sono attualmente destinate alla produzione di colture o bestiame e circa 1 milione di specie animali e vegetali (come non si era mai verificato nella storia dell’umanità) rischiano l’estinzione. In altri termini stiamo perdendo un ottavo delle specie presenti sul pianeta e molte addirittura potrebbero scomparire fra pochi decenni. A questo dato possiamo aggiungere che, dal 1992, le aree urbane sono raddoppiate. Tra il 1980 e il 2000 sono stati abbattuti 100 milioni di ettari di foreste tropicali (poco meno della superficie di Francia, Italia e Gran Bretagna messe insieme).

È arrivato il momento di invertire questa tendenza! Ciò che dobbiamo capire è che, senza un freno, a lungo termine sarà la stessa sopravvivenza della specie umana ad essere a rischio e, quindi, la tutela della biodiversità dovrebbe per noi essere fondamentale. A supporto di questo quadro si affiancano gli studi del rapporto FAO sullo “Stato della biodiversità mondiale per l'alimentazione e l'agricoltura” che ha dimostrato, con prove inoppugnabili, che la biodiversità - che è alla base dei nostri sistemi alimentari - sta scomparendo, mettendo in pericolo il futuro dei nostri alimenti, dei mezzi di sussistenza, della salute umana e dell’ambiente.

Cosa possiamo fare?

Partiamo con quella che può essere definita una piccola vittoria per la biodiversità: al termine del G7 dei Ministri dell’Ambiente tenutosi lo scorso 6 maggio nella città francese di Metz, è stata siglata la "Carta di Metz sulla biodiversità" nella quale viene ribadito l’impegno della comunità internazionale a tutelare specie animali ed ecosistemi messi a repentaglio dall’attività umana e dai cambiamenti climatici. I paesi firmatari si sono impegnati ad "accelerare ed intensificare i loro sforzi per mettere fine alla perdita di biodiversità, incoraggiare l'impegno di altri attori, sostenere l'elaborazione e la messa in opera di un quadro mondiale post-2020 per la biodiversità”.

Naturalmente l’impegno della comunità internazionale è fondamentale, ma bisogna sottolineare che ciascuno di noi può rivestire un ruolo importante per combattere questa crisi senza precedenti, cambiando i propri comportamenti per promuovere l’integrità degli habitat naturali, anche se si vive in città! In questo senso diventano fondamentali i progetti di forestazione urbana, per esempio, essenziali per la riduzione dei gas serra, per il miglioramento della biodiversità, per la tutela delle aree naturali e per il miglioramento della qualità della vita di tutti. Ma risulta essere altrettanto importante porre attenzione a ridurre l’uso delle platiche e ad assicurarne il loro corretto conferimento, destinandole al riciclo, in modo da prevenire la loro dispersione nei corsi d’acqua che spesso mette a rischio la vita delle specie marine.

Ricordiamoci infine che il nostro Paese detiene il primato della biodiversità europea, “ospitando” oltre 65.000 specie vegetali (7000) e animali: non possiamo quindi tirarci indietro e dobbiamo fornire il nostro contributo.

Articolo a cura di Letizia Palmisano giornalista ambientale e di Rete Clima

Fonti e approfondimenti

https://www.wwf.it/news/notizie/?47141/Il-report-IPBES-prova-una-perdita-di-natura-ormai-senza-precedenti

https://www.reteclima.it/wwf-rilascia-il-living-planet-report-2018-meno-del-25-della-superficie-terrestre-e-ancora-in-condizioni-naturali/

https://www.wwf.it/il_pianeta/biodiversita/cause_della_perdita/

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2019/05/06/g7-ambiente-approvata-la-carta-di-metz-sulla-biodiversita_27000f70-29c8-421f-9390-e2c750fb5c87.html

http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/biodiversita/le-domande-piu-frequenti-sulla-biodiversita/

http://www.fao.org/news/story/it/item/1181477/icode/