La digitalizzazione di un patrimonio secolare.
I monaci del Monte Athos utilizzano scanner e stampanti Epson per digitalizzare rari manoscritti risalenti al 1500 e stamparne le bozze.
Sul Monte Athos, nella Grecia settentrionale, vive la comunità monastica più antica del mondo, custode di un patrimonio secolare di tesori preziosi, tra cui migliaia di manoscritti greci, rumeni e turchi risalenti al 1500. Un patrimonio fragile, da conservare con cura per scongiurarne la fatale usura del tempo. Fin dall’840 d.C., la comunità preserva con determinazione il proprio isolamento e le proprie tradizioni: il monastero è infatti accessibile solo dal mare e precluso alle donne. La decisione, da parte dei monaci, di aprirsi oggi alla tecnologia contemporanea, è quindi epocale.
Gli sviluppi nel campo della tecnologia consentono ora l’archiviazione digitale, la documentazione e la conservazione dei tesori dei monasteri, attraverso partner inaspettati: gli scanner e le stampanti Epson.
“Nel 1995 – ricorda Padre Theodosios - le prime stampe con una Epson Stylus Pro lasciarono tutti a bocca aperta per la ricchezza di dettagli e i colori brillanti. Da allora il monastero si avvale solo di apparecchiature Epson, tanto più che la tecnologia è anche migliorata, sia sul fronte dei dpi, ma anche e soprattutto nell’uso degli inchiostri a pigmenti a 8 colori UltraChrome, impareggiabili nella riproduzione delle sfumature e delle tonalità di colore, nonché nell’inalterabilità dei colori alla luce. Per non parlare dell’enorme valore dei profili colore nei modelli più sofisticati. La combinazione di tecnologia Epson, supporto di stampa adeguato e giusta calibrazione garantisce che quello che vedo sul monitor corrisponda esattamente a ciò che viene stampato”, afferma Padre Theodosios.