Epson per la videoarte
L'opera di Alessandra Tesi ha sfidato la luce abbagliante di una delle sale della Biennale di Venezia grazie alla luminosità dei videoproiettori Epson da installazione.
Alla Biennale di Venezia Alessandra Tesi ha presentato una installazione straordinaria: su tele appositamente studiate e realizzate dall'artista con microsfere di vetro, esse stesse opere d'arte, sono state proiettate immagini d'acqua da nove videoproiettori Epson da installazione.
L'installazione presso la Biennale è stata di grande difficoltà tecnica, come spiega l’artista: "Ho lavorato con i tecnici Epson per stabilire le dimensioni e la posizione dei quadri e la scelta delle ottiche, in relazione allo spazio, alle distanze, all'inclinazione degli apparecchi, tenendo conto dell'esigenza di fare coincidere la proiezione utilizzando più macchine per ogni soggetto, e pensando anche a come utilizzare la massima rifrazione dello schermo secondo la posizione dell'osservatore. La luce abbagliante della stanza era proprio una grande sfida: non volevo la penombra, ma sfidare la luce massima, l'accecamento, dove le immagini viste da vicino sarebbero diventate trasparenze liquide, sospensioni, come fantasmi. Sei proiettori erano disposti a coppie e tre in un'unica colonna, tutti montati sulle apposite staffe 'stacker' per raggiungere una luminosità di 9600 lm ANSI. I videoproiettori fanno parte dell'installazione anche esteticamente: sono una presenza pura e metallica. Per me è stata una collaborazione con persone straordinarie, che mi hanno dato fiducia e con le quali ho condiviso un tempo di sperimentazione che ha portato al deposito di un brevetto, come tappa di una ricerca che mi permette di pensare al video come alla pittura".